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OLFATTO

Annusare il profumo di un fiore, riconoscere il profumo della nostra pietanza preferita, oppure di qualche piatto non particolarmente riuscito ... l'olfatto è una parte importante di molte esperienze della nostra vita. 

E' il risultato di una stimolazione psicochimica delle cellule olfattive, recettori specializzati che inviano un messaggio al cervello identificandone l'odore specifico. 

Quindi, l'incapacità di annusare o la perdita del senso dell'olfatto, l'anosmia, può avere un grave impatto sulla salute e sulla qualità della vita.

Recenti dati rivelano che l'anosmia affligge il 3,2% degli adulti di età superiore ai 40 anni (3,4 milioni di persone) (Hoffman et al. 2016) e questo numero aumenta con l'età (14-22% di quelli di età pari o superiore a 60 anni) (Kern et al. 2014; Pinto et al. 2014; Hoffman et al. 2016). 

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Come funziona l'olfatto:

Gli odoranti, piccole molecole volatili con varie strutture chimiche, entrano nella cavità nasale, rivestita da diversi tipi di cellule specializzate, l'epitelio olfattivo, e attivano i neuroni olfattivi specializzati. Questi neuroni trasmettono quindi le informazioni sensoriali al bulbo olfattivo (OB), che è essenzialmente la prima stazione di trasmissione per rilevare l'odore nel cervello. In una zona del bulbo le informazioni si consolidano e vengono transmesse alla corteccia olfattiva e ad altri centri cerebrali superiori, che quindi creano una mappa topografica degli odori in arrivo, portando alla percezione olfattiva, alle emozioni e ai comportamenti.

per approfondire

Particolarità delle cellule olfattive

I recettori olfattivi,come i recettori gustativi, crescono continuamente, muoiono e si rigenerano, sia a livello dell'epitelio olfattivo che dei bulbi olfattivi, in un ciclo che dura da quattro a 8 settimane. Le cellule nervose olfattive rappresentano, di fatto, i soli neuroni del sistema nervoso che sono regolarmente sostituiti nel corso della vita.

Nel topo, 80.000 di questi neuroni sono prodotti ogni giorno, ossia 1% circa dei neuroni del sistema olfattivo. In tre mesi le cellule dell'epitelio olfattivo sono interamente rinnovate. Le cellule gliali avvolgono gli assoni de nervi olfattivi, portano elementi nutritivi che permettono agli assoni di crescere. Questa crescita viene in modo ordinato e preciso per restituire la funzione olfattiva.

DISTURBI OLFATTIVI

 

La disosmia è qualunque alterazione, temporanea o permanente, del senso olfattivo

In base alla tipologia di alterazione distinguiamo:

Alterazioni quantitative: 

  • ANOSMIA: è la perdita completa dell'odorato.

  •  MICROSMIA, IPOSMIA LIEVE-MODERATA o SEVERA : sono riduzioni quantitative progressivamente crescenti dell'olfatto.

  • IPEROSMIA,:aumento della sensibilità olfattiva (spesso specifica per alcuni odori), tale che l’intensità può diventare molestia. Può conseguire a rinite acuta, infezioni, malattie nervose, turbe neuroendocrine (gravidanza, menopausa, ipertiroidismo).

Alterazioni qualitative: ​

  • PAROSMIA: percezione olfattiva che non corrisponde ad uno stimolo. Questa confusione di odori si osserva principalmente in caso di infezioni croniche nasali o sinusali.

  • CACOSMIA o percezione dei cattivi odori, (quasi sempre spiacevoli: pesce o uovo marcio, petrolio etc) a sua volta suddividibile in oggettiva o soggettiva.

  • Nella prima la sensazione è reale ed è determinata da diversi tipi di lesioni, a carico del cavo orale, faringe, naso, vie respiratorie e digestive o da sostanze ambientali.

  • La seconda è caratterizzata da allucinazioni o illusioni,si manifesta in alcune malattie mentali:

- schizofrenia di tipo paranoide, psicosi alcoliche croniche

- nelle lesioni irritative del centro corticale dell'olfatto al livello della punta della quinta circonvoluzione temporale (uncus dell'ippocampo) la crisi uncinata una crisi epilettica che inizia con un'aura olfattiva.​​

  • FANTOSMIA o percezione in assenza di stimolo olfattivo.

  • PRESBIOSMIA, alterazione olfattiva che giunge con l’avanzare dell’età: oltre ad un certo grado di ostruzione dovuto a modificazioni delle cartilagini alari e deviazione del flusso aereo si ha anche atrofia della mucosa nasale.

  • AGNOSIA olfattiva, incapacità di riconoscere un odore, sebbene il processo olfattivo, il linguaggio e le funzioni intellettive siano essenzialmente intatte, come succede in alcuni pazienti colpiti da ictus.

Cause dei disturbi olfattivi


I disturbi olfattivi possono derivare da processi patologici in qualsiasi punto della via olfattiva, dall'epitelio olfattivo alle regioni centrali del cervello.

Ad esempio, l'anosmia è uno dei primi segni clinici di alcune malattie neurodegenerative, come il morbo di Parkinson e l'Alzheimer (Doty & Hawkes, 2019). Si ritiene che la neurodegenerazione delle regioni centrali del cervello coinvolte nell'elaborazione olfattiva possa contribuire al disturbo (Averback, 1983; Doty, 2007; Hyman et al., 1984). Tuttavia, i meccanismi precisi che collegano queste malattie alla perdita olfattiva non sono ancora chiari (Dibattista et al., 2020).

La perdita dell'olfatto può anche essere una conseguenza di malattie genetiche, come quelle che portano a difetti ciliari, chiamate ciliopatie olfattive (Jenkins et al., 2009; McEwen et al., 2008). Si tratta di malattie genetiche umane che influenzano l'assemblaggio ciliare e/o il trasporto di proteine ​​alle ciglia, che è il sito della trasduzione del segnale olfattivo.

Gli individui con la sindrome di Bardet-Biedl, una ciliopatia pleiotropica che comprende diversi fenotipi come degenerazione retinica, obesità, malformazioni renali e degli arti, presentano anosmia parziale o completa (Iannaccone et al., 2005; Kulaga et al., 2004; Reiter & Leroux, 2017). La sindrome di Kallmann è un'altra malattia genetica che causa deficit olfattivi (Hardelin et al., 2000). In questo caso, gli individui mostrano difetti nello sviluppo gonadico associati all'anosmia. L'anosmia è una conseguenza dell'assenza o dello scarso sviluppo dei neuroni oldattivi e dei tratti olfattivi e i difetti gonadici sono una conseguenza del deficit dell'ormone di rilascio delle gonadotropine (GnRH) ipotalamico (MacColl et al., 2002; Young et al., 2012) .

Cause più frequenti di anosmia sono invece la presenza di polipi nasali, allergie, traumi cranici e altri fattori che portano a lesioni del nervo olfattivo. L'infezione virale del tratto respiratorio superiore è anche una delle cause più comuni di disfunzione olfattiva (denominata disturbo olfattivo post-virale) (Doty, 2019). L'infiammazione cronica delle vie aeree nasali causata dall'infezione di solito blocca il passaggio nasale e può anche distruggere i neuroni olfattivi specializzati del naso.

Schematizzando le cause di anosmia includono:

  • lesioni locoregionali:

- polipi nasali

- riniti

- malformazioni congenite

- sinusiti

- allergie

- tumori

- affezioni virali (COVID-19)

 

  • intossicazioni:

- tabacco

- cocaina

- farmaci neurotossici

- alcol

 

  • traumi:

- fratture della parte anteriore del cranio

- traumi sagittali del cranio dove il movimento antero posteriore seziona i nervi olfattivi al livello della lamina cribrosa dell etmoide

- traumi posteriori(lesioni da contraccolpo)

- cadute sul coccige

- whiplash

  • tumori: 

-  tumori della parte anteriore(meningiomi) si manifestano spesso con anosmia unilaterale o bilaterale associati a disturbi della vista EA disturbi mentali punto i tumori dell ipofisi coinvolgono le vie olfattive dal momento in cui si estendono oltre la sella turcica

  • infezioni:

- meningiti

- ascesso del lobo frontale: la ricerca di una anosmia deve essere sistematica nei soggetti che presentano disturbi progressivi del comportamento

  • endocrinopatie:

- diabete

- ipotiroidismo

- sindrome di cushing

- insufficienza renale

  • Malformazioni congenite

- agenesia dei nervi olfattivi

- albinismo

- ciliopatie olfattive: (sindrome di Bardet-Biedl)

- sindrome di Kallmann

  • Lesioni centrali:

- grandi sindromi neurologiche

- sclerosi a placche

- M. di Parkinson

- Morbo di Alzheimer dopo i 40 anni

- Epilessia.​​